TORNO A VIVERE DA SOLO: E le tette che diavolo centrano?


Nostalgia grande ammaliatrice. La nostalgia è l'unica ragione per avvicinarsi a questo seguito non ufficiale di Vado a vivere da solo, vecchio film anni 80 che contribuì a lanciare la carriera "solista" di Jerry Calà. Diciamolo, con gli anni e grazie alle tv private, si è venuto a formare uno zoccolo duro di quarantenni cresciuti a suon di Disco gatto e Verona Beat, ora questa generazione orfana di eroi si ritrova davanti al dvd di casa agognando di nuovo quelle sensazioni giovanili. Torno a vivere da solo è l'occasione per rivivere quegli anni in cui "la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole..." Purtroppo la delusione è cocente ed annunciata. Calà non è mai stato Kubrick, ma quello che scorre sullo schermo per un'ora e mezza è davvero imbarazzante. Imbarazzante vedere i soliti problemucci dell'Italietta per bene alle prese con corna, viagra, badanti ed omofobia, imbarazzante veder riproposte situazioni trite, ritrite, precotte e di nuovo riscaldate, ma soprattutto è davvero triste assistere all'invecchiare di Paolo Villaggio (una pena che francamente ci poteva essere risparmiata) e all'osceno accento milanese posticcio di Don Johnson. Torno a vivere da solo è tutto qui, i soliti problemi trattati con l'eleganza di un rutto e la levità di un peto. Poi arriva il finale. Dopo un capodanno a tarallucci e vino, i protagonisti si ritrovano tutti e brindano al nuovo anno, fine, titoli. Nei titoli di coda scorrono imbarazzanti immagini di Jerry Calà in un night club che balla con un manipolo di sgallettate con le tette al vento....perchè? Perchè in un film, che pur con tutti i suoi limiti, evita di cadere nella trappola tutta italiana del nudo gratuito, il finale è tutto all'insegna della tetta selvaggia? Come se il regista a film finito si fosse battuto la fronte esclamando: "Cavolo, ho scordato di far vedere un pò di mammelle...bè poco male, le infilo nel finale". Il senso è tutto lì, un cinema alla deriva, specchio di un paese alla deriva, preda di teleimbonitori, adolescenti maleducati ed adulti ignoranti... Libiiiiidine!

LA SCENA CHE VALE IL FILM
La prima volta che Don Johnson apre bocca, impossibile rimanere seri davanti al doppiaggio italiano, l'attore americanissimo, sfoggia infatti un meraviglioso accento milanese... patetico.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni:
Diseducativo, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni:
Patetico, 4
Se avete da 20 a 30 anni:
Triste, 5
Se avete da 30 a 40 anni:
Che amarezza..., 4
Se avete da 40 anni in su:
Che imbarazzo, 5

Torno a vivere da solo (Italia 2008)
Regia di Jerry Calà
Con Jerry Calà, Enzo Iacchetti, Tosca D'Aquino, Don Johnson.

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