A CHRISTMAS CAROL: Beautiful


Per cominciare Marley era morto. Un cadavere in una bara, due monete sugli occhi, un fazzoletto a serrarne la mandibola. Poi entra in scena Scrooge, mai così vecchio, sgradevole, antipatico, tagliente. La neve comincia a scendere. E' la vigilia di Natale e la storia decolla verso cime altissime di inimmaginabile purezza. Difficile trovare un inizio più cupo per un film dedicato ai bambini, impossibile vederlo sviluppato con tanta inqueitante ferocia e con tanto attonito terrore. Zemeckis decide di attenersi alla storia di Dickens senza sconti e senza tagli, affrescando innanzi tutto una grandiosa e a tratti macabra storia di fantasmi. Impossibile uscire dalla sala senza riflettere su concetti come la carità, l'ignoranza e la miseria, inutile tentare di resistere indifferenti al richiamo delle nostre coscienze, risvegliate dal messaggio del film. Sì perchè per una volta la storia di Scrooge è talmente ben realizzata, da farci sentire il peso delle catene di Marley, il calore del fuoco di casa Cratchit e il desolato gelo nel cuore di Ebenezer. Nessun ammiccamento, niente battutine fuori luogo, ma solo un travolgente e contagioso spirito natalizio. Usciti dalla sala la neve regna sovrana quasi ovunque, il gelo avvolge le membra e mancano quattro giorni a Natale. Va bene così. Un sorriso si allarga sul mio viso intirizzito. Che Dio ci benedica. Ognuno di noi.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
La storia di Ebenezer Scrooge e di come tre spiriti gli cambiarono la vita, in una vigilia di natale di tanti anni fa.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Il macabro inizio... il finale.

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
Se Jim Carrey non ha bisogno di presentazioni, mi piace però ricordare alcuni suoi film memorabili. Tra tutti, quelli che ho amato maggiormente sono l'esilarante Scemo e più scemo, il geniale The Thruman Show e il commovente Man on the moon, dove Carrey fornisce una performance degna di 1000 Oscar. Concludo questa carrellata con il bellissimo Eternal Sunshine of a spotless mind (in italiano Se mi lasci ti cancello) meravigliosa storia d'amore con una bravissima Kate Wislet. Robert Zemeckis, per chi non lo sapesse è stato regista della saga di Ritorno al futuro (che ha segnato la mia maturazione cinematografica in maniera indelebile) di Chi ha incastrato Roger Rabbit e di Forest Gump.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Bellissimo, 9
Se avete da 13 a 20 anni: Figo, 8

Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Stupefacente, 8

Se avete da 40 anni in su: Bello, 7

IL MONDO DEI REPLICANTI: L'insalata di rinforzo


Nella tradizione napoletana, l'insalata di rinforzo è un piatto a base di cavolfiore, servito durante la vigilia di Natale al fianco di piatti ben più importanti e sostanziosi. Utile per "mangiare di magro", ma ritenuta indispensabile come rinforzo alle leccornie natalizie. Oltre al cavolfiore, la nostra insalata si completa con sottaceti e sottoli vari. Il mondo dei replicanti (in originale Surrogates) è l'equivalente cinematografico dell'insalata in questione. Uscito a ridosso del Natale (appena dopo capodanno) va al rimorchio di pellicole ben più importanti e festaiole. Non solo, ambientato in un discutibile futuro, mischia allegramente Io Robot con Robocop, Fuga da Los angeles e l'immancabile Blade Runner. Non approfondisce e appassiona mai, restando pervicacemente in superficie, con l'unico obbiettivo di farsi dimenticare appena terminata la visione. A nulla valgono gli sforzi di un Bruce Willis un pò imbolsito e la professionalità di un Ving Rhames ormai destinato a particine invisibili in produzioni risibili. Qualche effetto speciale, molte fughe, un paio scene azzeccate, un gran dispendio di armi futuribili e l'imbarazzante scivolone verso una serie di scelte telefonatissime, sono i dubbi ingredienti di questa insalata di rinforzo piuttosto indigesta, adatta a palati poco raffinati e a stomaci pronti a tutto. Se questo è il futuro della fantascienza... allora meglio il cavolfiore.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
I n un futuro, speriamo lontano, gli esseri umani interagiscono grazie a dei surrogati robot. La morte di un ragazzo scatenerà una serie di drammatici eventi.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Nonostante lo abbiano capito anche i sassi, il finaletto non è privo di fascino.

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
Radha Mitchell (la collega di Bruce Willis) è stata protagonista del bellissimo Silent Hill. Bruce Willis, pur non avendo bisogno di presentazioni, lo ricordiamo per aver dato vita al poliziotto "duro a morire" John McLane e per una serie di film dal valore altalenante. Tra tutti ricordo con piacere Pulp Fiction (l'inchino è d'obbligo), Appuntamento al buio (divertentissimo), L'esercito delle 12 scimmie (bellissimo), Hostage (sottovalutatissimo) e il mio personalissimo capolavoro personale L'ultimo Boy-scout.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Non male, 7
Se avete da 13 a 20 anni: Fighissimimissimo, 9

Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Appena sufficiente, 6-

Se avete da 40 anni in su: Debole, 5

Il mondo dei replicanti (Surrogates, Usa 2009)
Regia di Jonathan Mostow
Con Bruce Willis, Radha Mitchell, Ving Rhames

PARANORMAL ACTIVITY: L'arte di non mostrare


Prima dell'uscita, questo film era già un caso. Si narra che il buon Stephen Spielberg, entrato in possesso della pellicola, non sia riuscito a visionarla di sera, ma abbia dovuto attendere le luci dell'alba. La geniale campagna di promozione su internet, basata su di una semplice petizione (sei interesato al film? Chiedi che venga proiettato in una sala della tua città), ha raccolto consensi epocali, generando un'attesa senza precedenti. Con un meccanismo che ricorda molto da vicino The Blair Witch Project (per chi scrive, un capolavoro assoluto) ecco dunque arrivare anche in Italia Paranormal Activity. Sgombriamo subito il campo dagli imbarazzi, si tratta di un ottimo film, basato su di un meccanismo della paura, davvero geniale. Come nel citato Blair Witch, anche qui a farla da padrone non sono effettacci al sangue, trippe e frattaglie, ma l'attesa e la fantasia. Partendo da un presupposto semplice e piuttosto banale (una coppia, lei si sente "perseguitata", lui decide di filmare tutto quello che accade con una telecamera) il film vola alto e fa miracoli, svelando le sue carte un pò alla volta, prima lavorando di sfumature e poi calcando la mano sul piede dello spavento. Il vero valore aggiunto di un film come questo è proprio quello di non mostrare entità malefiche digitali, costate milioni di dollari, ma di puntare su rumori, attese ed inqueitanti sensazioni. La mente umana è uno strumento meraviglioso e spesso da sola fa miracoli, non riesce quindi difficile capire, come sia più spaventoso un film pieno di suggestioni ed ombre, piuttosto che uno in cui tutto è ben visibile e mostrato in primo piano. La nostra mente infatti, lavora riempiendo quei vuoiti e riempiendoli con le cose più terrificanti che si possano immaginare. Ha funzionato per The Blair Witch Project e funziona a meraviglia per Paranormal Activity, creando una vera montagna russa della paura. Le riprese semi amatoriali hanno il doppio pregio di abbattere i costi e di aumentare in modo vertiginoso l'immedesimazione. Questo ed altro ancora rendono Paranormal Activity un film pauroso, un'esperienza da vivere preparati, una boccata di pura felicità per tutti gli appassionati.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Lei è perseguitata, lui decide di filmare tutto... ci saranno alcuni problemi.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
I due ad un certo punto scovano un filmato su internet....brrrrr

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Assolutamente no, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Fighissimo, 8

Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Molto bello, 8

Se avete da 40 anni in su: Per carità, 4


Paranormal Activity (USA 2009)
Regia di Oren Peli
Con Katie Featherstone, Micah Sloat

JENNIFER'S BODY: Passabile, nulla più.


Da circa un anno si sente parlare di questo film. La rete è stata letteralmente invasa prima dalle foto di scena che ritraevano una statuaria e nuda Magan Fox appena uscita da un lago e poi da commenti e riflessioni di ogni tipo, che in un modo o nell'altro hanno creato una certa aspettativa nei riguardi di questa pellicola. Il valore aggiunto che viene citato più spesso parlando di questo film è che la sceneggiatura è stata realizzata da Diablo Cody, già Oscar per Juno. Ma per le saracche delle molucche, Diablo Cody! Mica stiamo parlando di Neil Simon per la paletta! Detto questo, una volta espressa la mia indignazione, che si accanisce su tutte queste forme di promozione piuttosto stupide (dai produttori di Shrek... dagli autori de Il diavolo veste Prada... dal coreografo dei combattimenti di Matrix...), Jennifer's Body è finalmente giunto anche in Italia, alle soglie del Natale. Diciamo subito che il film è carino, ma francamente nulla di più, troppo indeciso tra horror, teen drama e commedia. La storia fatica a decollare e quando finalmente lo fa, risulta un pò difficile crederci. Quello che rimane dopo un'ora e mezza di visione è qualche felice scambio di battute, un bacio lesbo da togliere il fiato, un paio di personaggi secondari azzeccati e tanta, tantissima confusione. Una volta diradatosi il polverone, fatto sedimentare il film dopo la visione, le idee si confondono ulteriormente, lasciando lo spettatore decisamente poco felice. Volete vedere un buon horror? Guardatevi il maiuscolo e strepitoso The Descent. Volete assistere ad un teen drama meraviglioso e dimenticato? Recuperate Schegge di follia (Heathers) con Cristian Slater e Wynona Rider. Infine se volete a tutti costi la commedia, allora io mi butterei su Porky's II, decisamente da rivalutare. Jennifer's Body altri non è quello che promette il titolo, un'insistita e masturbatoria carrellata sul corpo di una strepitosa Megan Fox... troppo poco per giustificarne la visione.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Posseduta da un demone, Jennifer ad un certo punto del film inizia a mangiarsi i ragazzi.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Su tutto il finale...

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
Cominciamo da Amanda Sayfried. La nostra biondina è universalmente per aver interpretato la versione cinematografica di quel musical capolavoro chiamato Mamma Mia.
Megan Fox è universalmente nota per i due Transformers, ma recentemente ha anche lavorato al fianco del simpatico Simon Pegg (il meraviglioso interprete di Shawn of the dead) in Star System. Diablo Cody (la sceneggiatrice) era una spogliarellista, ha visto l'Oscar per Juno e da lì in poi è stata osannata alla stregua di una santa reliquia...misteri del cinema.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Direi di no, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Bellissimo, 8

Se avete da 20 a 30 anni: Molto carino, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Passabile, 6

Se avete da 40 anni in su: Per carità, 5

Jennifer's Body (Usa 2009)
Regia di Karyn Kusama
Con Megan Fox, Amanda Seyfried



500 GIORNI INSIEME: Elegante e sportivo al tempo stesso


Ci sono film che per ragioni insondabili e soprannaturali arrivano al momento giusto, con l'umore giusto e si piazzano con noncuranza tra cuore e cervello. 500 Giorni insieme (ma il titolo originale 500 Days of Summer è decisamente più azzeccato) è uno di questi film. Leggero quando ce n'è bisogno e profondo quanto basta, insomma elegante e sportivo allo stesso tempo. L'idea di mettere in scena una storia d'amore, di decostruirla e di presentarla secondo una linea temporale frammentaria e mai consequenziale, probabilmente non è nuova, il primo film che viene in mente è Eternal Sunshine of a spotless mind (Se mi lasci ti cancello) eppure qui assume sfumature nuove ed estremamente gradevoli. I due protagonisti vivono sulla propria pelle e fanno vivere a tutti noi, le incertezze, l'entusiasmo, la noia, le consuetudini, i mutamenti e i sacrifici che comportano una storia d'amore tra due persone. La simpatia dei comprimari, un'accattivante colonna sonora e la levità del racconto fanno il resto. 500 Giorni insieme non sarà di certo il più memorabile film dell'anno, ma per qualche strana ragione vi si conficcherà nel cervello, trovando un suo posto tra le nostre memorie, pronto a saltare fuori nelle occasioni più diverse, quasi a ricordarci che a volte sono proprio i piccoli film a guidarci con levità nell'accidentata ed impervia strada della nostra vita. Prezioso.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Anatomia di una storia d'amore, alti e bassi, inizio e fine.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Sicuramente la sequenza musical, la doppia scena all'Ikea e il finale.

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
Poco da dire, la protagonista, Zooey Deschanel, l'abbiamo già vista nell'orribile Yes Man al fianco di Jim Carrey e nell'apocalittico E venne il giorno per la regia di M.Night Shyamalan. Il giovane Joseph Gordon-Levitt invece è attore di discreto talento, avendo già dato prova di una certa sensibilità in parecchie pellicole, tra cui spiccano sicuramente Mysterious Skin e Sguardo nel vuoto.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Ho sonno mamma, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 7

Se avete da 20 a 30 anni: Molto carino, 7,5
Se avete da 30 a 40 anni: Molto carino, 7,54

Se avete da 40 anni in su: Carino, 7

500 Giorni insieme (500 Days of Summer, Usa 2009)
Regia di Marc Webb
Con Joseph Grodon-Levitt e Zooey Deschanel


LA DURA VERITA': La peste a tutti questi film...la peste


La dura verità è che questo supido film è identico ad altre dozzine di stupidi film che sono stati girati su questo stupido argomento. La dura verità è che se volete buttare i vostri soldi sarebbe meglio fare della beneficenza, piuttosto che gonfiare ulteriormente la borsa e l'ego di Katherine Heigl (la stupida e vanesia biondina di Grey's Anatomy) e di Gerard Butler (il Leonida che in 300 gridava ogni 5 minuti "Spartaaaa!!"). La dura verità è che alla fine della fiera questo film è innocuo, ma non posso fare a meno di odiarlo in quanto offende la mia intelligenza. Come possono credere gli sceneggiatori di Hollywood che il pubblico sia così deficiente? Come si può pensare che lo spettatore non abbia già capito che nel momento in cui alla nostra protagonista vengono regalate delle mutandine vibranti, la cosa non le sfuggirà di mano durante un'imbarazzante cena di lavoro? Come si può credere che una donna ed un uomo così diversi non finiranno alla fine del film fidanzati e contenti? Come si fa in pieno 2009 a propagandare un'immagine di uomo così stereotipata ed incoerente? Come si fa a proporre una figura di donna così inconsistente e stereotipata? Personaggi tagliati con l'accetta con cui è impossibile identificarsi, situazioni telefonatissime e sceneggiatura puerile per un film irritante e poco simpatico, schiavo di un serpeggiante cattivo gusto ed ostaggio di un moraleggiante cumulo di sciocchezze prive di coraggio e coerenza. La dura verità è che questo film probabilmente vi sembra carino ed allettante, ma in realtà si tratta una dannata trappola, salvatevi almeno voi.

La peste a tutti questi maledetti film, la peste...

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Lui ama lei e lei ama lui, purtroppo dovranno passare un'ora e trentacinque minuti di film perchè questa realtà chiara a tutti fin dal trailer colga anche i due stupidi protagonisti.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Quella delle mutandine vibranti e qualche monologo sugli uomini e le donne.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Vietato, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Divertentissimo, 8

Se avete da 20 a 30 anni: Caruccio, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Vaccata, 4

Se avete da 40 anni in su: Carino, 6,5

La dura verità (The Ugly truth, Usa 2009)
Regia di Robert Luketic
Con Katherine Heigl, Gerard Butler



IL GRANDE SOGNO: Meriti e demeriti


Placido è un ottimo attore, ma anche un solido regista, uno che se vuole e se gliene viene data la possibilità sa costruire grande cinema, basta guardare Romanzo Criminale. Il grande sogno è purtroppo un film riuscito a metà, un'occasione mancata. Se da un lato si discosta dalla solita tematica trita e ritrita della ricerca dell'amore e la felicità a tutti i costi, così cara al cinema di casa nostra, dall'altro, cercando di descrivere l'odissea del '68, sfiora senza approfondire, accenna senza mai entrare veramente nel merito, tocca senza mai colpire. Alcune sequenze hanno un grande respiro cinematografico (le manifestazioni e le cariche della polizia), altre hanno il gusto della sveltina in macchina (il pestaggio del poliziotto), regalando al pubblico un film altalenante e discontinuo, troppo impegnato a raccontare tutto e tutto in una volta. Che in due ore di pellicola si passi dall'occupazione delle università, al lancio delle prime bombe molotov, lascia nello spettatore la straniante sensazione di essersi perso qualcosa, causa l'eccessiva fretta con cui succede tutto. Detto questo, vorrei affrontare un discorso piuttosto spinoso che riguarda il cinema italiano e gli attori che lo infestano. Ma porca paletta, è mai possibile che nel mio paese, ultimamente, si producano solo film con Riccardo Scamarcio e Luca Argentiero? Per carità non ho nulla contro di loro, li trovo entrambi piuttosto bravi, il problema invece è piuttosto il modo in cui il nostro cinema sfrutta fino alla nausea i pochi volti noti che partorisce. Per un periodo ci siamo trovati Luigi LoCascio anche nella minestra, poi Tony Servillo era diventato nostro vicino di casa, adesso Laura Chiatti è diventata nostra collega d'ufficio, Scamarcio il nostro panettiere e Argentiero il nostro benzinaio. Il problema è che appena un attore funziona e piace al pubblico, allora lo si spreme come un limone, facendogli interpretare qualsiasi cosa venga prodotta sotto il sole del bel paese. Mi sembra che questa infame tendenza sancisca l'ennesimo de profundis per un cinema che è ormai lo spettro di se stesso, in balia di cinepanettoni, commedie garbate ma troppo esili, drammoni tronfi ma di cartapesta e pochi bei film d'autore. Invece di preoccuparsi della ricerca della felicità attraverso l'amore, sarebbe bello che il nostro cinema si concentrasse sulla ricerca della qualità attraverso un bel bagno di umiltà. Per carità, il cinema italiano è stato grande, ma badate bene, ho usato il verbo al passato e di certo non è un caso.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Amori, speranze, promesse, tradimenti, violenza e sogni della generazione che visse il '68.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Sicuramente la manifestazione davanti all'ambasciata americana.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Non ho capito niente, 3
Se avete da 13 a 20 anni: Ho capito poco, 5

Se avete da 20 a 30 anni: Non male, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Peccato, 6

Se avete da 40 anni in su: Troppi ricordi, 8

Il grande sogno (Italia 2009)
Regia di Michele Placido
Con Jasmine Trinca, Riccardo Scamarcio, Luca Argentiero.

NEW MOON: Perchè tanto livore?


Proprio non capisco perchè la saga di Twilight susciti tanto livore, odio e risentimento tra la critica alta e paludata. Capiamoci, non intendo strapparmi le vesti e gridare al capolavoro incompreso, New Moon è un filmino furbetto dichiaratamente dedicato ai più giovani, semplicemente trovo che non ci nulla di male in questo. New Moon e Twilight prima di lui hanno tutto quello che serve per piacere agli adolescenti, i vampiri, i lupi mannari, l'azione, il pericolo, il mistero, ma soprattutto c'è l'amore, un amore tormentato e totale, capace di far perdere la testa a qualsiasi ragazzino. Diciamolo fuori dai denti, la storia di Edward e Bella ha del miracoloso, ha tutti gli ingredienti giusti per attirare sia le ragazze che i ragazzi, che impotenti non possono che arrendersi ed immedesimarsi totalmente in loro. Intorno alla love story più bella e sofferta degli ultimi anni c'è un mondo di segreti e pericoli, di leggi non scritte e fascino ancestrale, di sangue ed alleanze. Non si fatica ad immaginare come una moltitudine di adolescenti sognanti ed emozionati, sia capace di soffrire e respirare in completa empatia con i sentimenti e le decisioni dei loro beniamini sullo schermo. Una fascinazione che parte da molto più lontano, grazie al sentiero tracciato dai libri fenomeno di Stephenie Meyer, vero e proprio fenomeno di culto che appassiona i giovani di tutto il mondo emerso. Tornando al punto di partenza, non vedo quindi nulla di male che un film come New Moon riscuota un successo epocale, perchè si tratta di una pellicola gradevole scorrevole, con la giusta miscela di sentimento e azione. Se da ragazzo il sottoscritto si emozionava tirando pugni al nulla, imitando Rocky (il quarto capitolo l'ho visto in sala ben due volte in pochi giorni), non c'è da stupirsi se i ragazzi del 2009 si emozionano per la pallida epopea di Edward, l'irsuta gelosia di Jacob e la cocciuta determinazione del cuore di Bella. Se è vero come è vero che il cinema è anche immedesimazione ed empatia, allora non credo che smetterò mai di difendere e cercare di comprendere il fenomeno Twilight. Si può dissentire, ma credo che prima o poi si dovranno fare i conti con questi film, dopotutto sono le pellicole che fanno battere il cuore dei nostri figli e delle nostre figlie. Nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di niente, non credo che sia una soluzione percorribile da chi ha un minimo di senno.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Bella compie 18 anni e la sua storia d'amore con Edward è ad un pericoloso bivio a causa di un incidente. L'amicizia tra Bella e Jacob complicherà ulteriormente le cose.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Ad un certo punto l'azione si sposta nel bosco, teatro di una bellissima caccia al vampiro.

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
Chi volesse vedere un altro bel film interpretato da Kristen Stewart, consiglio fortemente Adventureland. Il regista Chris Weitz ha debuttato col caciarone American Pie, tra gli altri ha diretto il flop La bussola d'oro ed il bellissismo About a boy, delizioso film con Hugh Grant tratto da un romanzo di Nick Hornby.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Capolavoro, 10
Se avete da 13 a 20 anni: Capolavoro, 12

Se avete da 20 a 30 anni: Capolavoro, 10
Se avete da 30 a 40 anni: Interessante, 6

Se avete da 40 anni in su: Interessante, 6

New Moon (The Twilight Saga: New Moon, Usa 2009)
Regia di Chris Weitz
Con Kristen Stewart, Robert Pattinson


UN ALIBI PERFETTO: Solito thriller autunnale


Non delude ma nemmeno sorprende, questo filmino di poche pretese, giunto a far capolino nelle nostre sempre meno affollate sale nell'uggioso mese di novembre. Non delude, perchè alla fine dei giochi lo spettatore spende quasi due ore del suo tempo a passare in rassegna una divertita parata di confortevoli luoghi comuni. Purtroppo però nemmeno sorprende, impegnato com'è a svolgere diligentemente il compitino assegnatogli. Una decina di anni fa, questo tipo di film era all'ordine del giorno, i drammoni processuali erano il pane quotidiano di ogni buon cinefilo che si rispetti, poi i gusti del pubblico sono cambiati e questi thriller togati si sono fatti decisamente più rari. Il canovaccio non cambia mai, eroe (faccetta pulita e amabile) ed antagonista (di solito un attorone blasonato) si scontrano, di mezzo c'è sempre una donna (faccetta pulita e amabile pure lei) e uno spinoso caso di omicidio, aggiungete il colpaccio di scena finale e il gioco è fatto, all'uscita dalla sala gli spettatori avranno qualcosa di cui parlare. Il problema di Un alibi perfetto è la quantità di tempo speso a parlarne dopo la visione, cioè 3 minuti scarsi. La vicenda dell'ambizioso reporter e il corrotto procuratore è talmente abbozzata e priva di nerbo, che ci scivola addosso senza lasciare traccia alcuna, gli interpreti stessi, a partire da un gigione Michael Duglas fino ad un imbarazzante Jesse Metcalfe (il giardiniere di Desperate Housewives), sono talmente bidimensionali da non regalare emozione alcuna, se non il gelo assoluto. L'epilogo poi è talmente improbabile ed appiccicato con lo sputo da far chiedere pietà. Concludendo, solito thriller telefonato con brividi precotti e dialoghi già mangiati, un appuntamento immancabile per una domenica pomeriggio su Rete4.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Un giovane giornalista, con la faccia da giardiniere, sospetta che un procuratore distrettuale brutto e cattivo costruisca delle false prove per vincere facilmente in aula. Per dimostrare di avere ragione si fa processare per omicidio.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Il finalotto alla Scooby-Doo.

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
Spero che Michael Duglas non abbia bisogno di presentazioni, mi limito a segnalarvi un paio di cult movie personali che lo vedono protagonista. Il primo è Black rain, filmaccio action con Andy Garcia, che personalmente adoro e il secondo è il bellissimo e sottovalutato Wonder Boys. Il regista, Peter Hyams ha diretto dei signori film tra cui i fantascientifici Capricorn One, Atmosfera zero, 2010 e il divertente Una perfetta coppia di svitati. Dopo essersi dedicato alle pellicole action con Van Damme, ha diretto il triste horror Relic, il tonitruante Giorni Contati e l'invisibile (almeno in Italia) A sound of thunder, basato sull'omonima e bellissima novella di Ray Bradbury.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Noioso, 4
Se avete da 13 a 20 anni: Carino, 6,5

Se avete da 20 a 30 anni: Molto Carino, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Appena sufficiente, 6

Se avete da 40 anni in su: Carino, 6,5


Un alibi perfetto (Beyond a Reasonable doubt, Usa 2009)
Regia di Peter Hyams
Con Jesse Metcalfe, Michael Duglas, Amber Tamblyn

2012: Che noia la fine del mondo


Si comincia come al solito, secondo la prassi classica. Alcuni segnali rivelatori, avvertimenti, incredulità, parole al vento. Ma non c'è tempo per complicate spiegazioni razionali, perchè dopo circa 15 minuti di film, è giunto il momento di affondare la California. Emozionato ed appagato, lo spettatore si rilassa, in cuor suo sa che ora è giunta l'ora dell'illuminante dissertazione scientifica (cioè quel momento in cui il protagonista, di solito di fronte ad illustri colleghi ed istituzioni, entra nel dettaglio di ciò che sta per accadere). Il regista però non la pensa allo stesso modo (ritiene infatti sufficiente la speigazione da seconda elementare abbozzata da un improbabile dj) e decide di frastornarci con un'altro cataclisma, a farne le spese sarà il parco di Yellowstone. Satolli gli spettatori chiedono una tregua, ma Emmerich è spietato e decide di distruggere anche Las Vegas. Ovviamente non finisce qui. Per placare l'insaziabile sete di sangue del sadico director dovranno cadere Rio de Janeiro, Roma, Londra, Washington e come se non bastasse uno tzunami dovrà abbattersi con rara violenza su di un innocente transatlantico. Giunti a questo punto, dopo un'ora e mezza di film, lo spettatore spossato invoca una pausa, anelando un dialogo che preveda anche qualche subordinata e non sia un semplice collage di grida ed ordini perentori. Emmerich è spietato, ma non è senza cuore, così lascia che l'azione rallenti un pochino per concedere spazio ad una decina di struggenti addii e a un paio di battutine salaci. Quest'imprudenza purtroppo ha però un effetto disastroso, infatti così facendo viene dato il tempo allo spettatore di pensare (pratica poco diffusa e spesso pericolosa quando si guarda un film come 2012). Errore fatale, l'ipnotico incantesimo si spezza e il film va alla deriva come i continenti che pretende di devastare. La prima considerazione che si fa largo nelle menti di noi paganti è la seguente: Che bellissimi effetti speciali... La seconda riflessione purtroppo però è questa: Ma c'è altro in questo film? Il problema di 2012 è che non conquista e anzi annoia, dopo il sedicesimo cataclisma lo sbadiglio si affaccia inesorabile, schiavo di personaggi stereotipati o semplicemente abbozzati della cui sorte non ci frega niente. Purtroppo la sceneggiatura (che potrebbe essere tranquillamente trascritta su di un fazzoletto di carta) non convince e non avvince, lasciando troppo spazio alla distruzione e troppo poco a tutto il resto. Il risultato è un film scollato e profondamente diseguale, con una prima parte tonitruante ed una seconda in cui allo spettatore imbambolato da tutto quel casino, non frega più nulla di chi vive e chi muore. Fermandosi un momento a riflettere poi, i buchi e le imprecisioni non si contano, dalla pervicacia della CNN determinata a trasmettere fino alla fine e in qualunque condizione, fino all'improbabile prodigio dei cellulari, capaci di funzionare perfettamente in qualsiasi condizione, anche in prossimità di un'onda anomala alta 1500 metri. Per pura decenza non tocco l'argomento enorme pannello di chiusura bloccato da piccolo cavo elettrico. Bersaglio mancato dunque e tanta tanta noia, per un film epocale che doveva mettere la parola fine al genere catastrofico e invece risulta di poco più riuscito di un qualsiasi tv movie trasmesso dal palinsesto estativo di Rai2. Insomma, 2012 è una cagata pazzesca! (45 minuti di applausi)

LA TRAMA IN DUE PAROLE
I Maya avevano ragione e quindi sono tutti cazzi nostri.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
La California che viene distrutta non è affatto male, peccato che questa stessa scena la si possa anche vedere anche in questo blog, visto che era uscita in anteprima per aumentare l'attesa ed io l'ho immancabilmente postata.

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
John Cusack è un attore simpatico che ha all'attivo almeno un bellissimo film (Alta fedeltà) ed un capolavoro immenso e sconosciuto (Rischiose abitudini). Woody Harrelson negli anni 90 era gettonatissimo, ora invece non se lo fila più nessuno, recentemente ha interpretato un divertentissimo film chiamato Zombieland. Personalmente il suo film cult è Natural Born Killers di Oliver Stone. Danny Glover (il presidente degli Stati Uniti) ha interpretato fior di film, tra gli altri ricordiamo l'immortale Silverado, la serie di Arma Letale al fianco di Mel Gibson e il sottovalutato e dimenticato Grand Canyon. Chiwetel Ejiofor (il geologo) è un bravissimo attore inglese di cui ricordiamo il meraviglioso Dirty Pretty Things e il divertente Kinky Boots. Concludendo Roland Emmerich (il regista) ha stupito tutti dirigendo Stargate, a cui sono seguiti il successo stellare di Independence Day, il flop di Godzilla, il tonfo de Il patriota, il riuscito e godibile The day after tomorrow e l'imbarazzante 10000 A.C.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Capolavoro, 10
Se avete da 13 a 20 anni: Capolavoro, 12

Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Dimenticabile, 5

Se avete da 40 anni in su: No, 3

2012 (Usa 2009)
Regia di Roland Emmerich
Con John Cusack, Woody Harrelson, Chiwetel Ejiofor.