IL QUARTO TIPO: Spaventosamente furbo


Ritengo impossibile non cadere nella trappola tesa da Il quarto tipo, ennesimo esempio di finto cinema realtà. La struttura accattivante, i filmati "d'epoca", l'introduzione di Milla Jovovich, tutto concorre a creare quel senso di sospesa credibilità e costante dubbio, tipico del buon cinema di intrattenimento puro. Non c'è nulla di vero ne Il quarto tipo, eppure il film è talmente ben costruito da farci costantemente credere il contrario. Il sottoscritto pur sapendo di assistere ad una pura finzione, si è lasciato talmente conquistare e coinvolgere, da iniziare a dubitare di ciò che già sapeva. La verità è che un film come questo fa paura, inquieta, spiazza, lascia addosso una brutta sensazione di malessere, arriva ad insinuare il dubbio nelle nostre certezze. Il merito va alla misurata e mai invadente regia di Olatunde Otsunsanmi, capace di farci accapponare la pelle grazie a voci, sussurri, filmati video disturbati e incomprensibili idiomi antichi. La fantascienza di Spielberg è lontana anni luce, qui siamo nel campo delle sensazioni, del malessere suggerito e dell'apparizione semplicemente accennata. Non c'è nulla di plateale e manifesto ne il quarto tipo e proprio per questo, per questo terrore strisciante e non codificato, il film spaventa e terrorizza oltre ogni normale soglia di sopportCorsivoabilità. Facendo leva sulla nostra più primitiva e atavica sensorialità, il film, facendo tesoro dell'esperienza del mai abbastanza citato e lodato Blair Witch Project e dell'eccellente e recentissimo Paranormal activity, abbatte la barriera tra reale e probabile, regalandoci un'ora e mezza abbondante di brividi lungo la schiena. Una vera e propria via crucis in cui lo spettatore si ritrova inevitabilmente a fare i conti con le sue paure più nascoste ed ancestrali, senza mai smettere per un momento di riflettere su di una sceneggiatura sicuramente furba, ma di certo non priva di ottimi spunti. Concludendo Il quarto tipo è da considerarsi come la perfetta evoluzione di un genere che dagli anni '50 de La guerra dei mondi, passando per i '70 di Guerre stellari e gli '80 di E.T. ha oggi trovato la propria giusta continuità in pellicole come questa, così inquietanti, poco rassicuranti e terribilmente verosimili... esattamente come la realtà che viviamo tutti i giorni.

LA TRAMA IN DUE PAROLE
Una cittadina dell'Alaska è funestata da inspiegabili sparizioni. Una psicologa indaga il fenomeno. Si troverà ad affrontare qualcosa che ella stessa faticherà a comprendere.

LA SCENA CHE VALE IL FILM
Tutte le finte scene di ipnosi... decisamente inquietanti.

L'ANGOLO DELL'INTRIGANTE NOZIONISMO
Milla Jovovich è diventata un volto noto e riconoscibile grazie a Luc Besson che la volle come protagonista in quella colossale vaccata de Il quinto elemento. Successivamente la nostra ha vestito felicemente i panni di Alice nella trasposizione cinematografica del videogame Resident Evil, ruolo che ha rivestito anche nei successivi due seguiti.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Vietatissimo, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Bellissimo, 8

Se avete da 20 a 30 anni: Bello, 7
Se avete da 30 a 40 anni: Molto carino, 7

Se avete da 40 anni in su: Terrificante, 7

Il quarto tipo (The forth kind, Usa 2009)
Regia di Olatunde Otsunsanmi
Con Milla Jovovich

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